L’uomo cittadino del mondo. Noi esseri umani siamo esattamente come i pesci di un acquario. Non è da tanto tempo che ne siamo veramente consapevoli. Penso che la pandemia di Sars-Cov2 ha chiarito a tutti i cittadini del Pianeta Terra come gli esseri umani siano interconnessi in modo ancestrale, politico e biologico. Come disse il primo uomo a “cambiare prospettiva” sulla terra, Jurij Alekseevič Gagarin nel 1961 “(da quassù) la terra è bellissima, senza frontiere né confini”. Diciamocelo: viviamo su una strana roccia che viaggia a 107.210 km/h attorno al Sole. Certo, una volta nella vita tutti si sono chiesti se siamo i soli nell’Universo – e le due risposte possibili sono entrambi terrificanti, no? Ma qui non parleremo di questo dilemma. Qui si parlerà di trip, ossia di viaggi, di reportage: degli spicchi di mondo che mi capita di vedere brevemente per lavoro o lungamente per viaggi. Cercherò di tenere la “linea editoriale” di Socrate che disse, già un duemilatrecento anni fa circa, di non essere né ateniese né greco, ma, semplicemente, cittadino del mondo. Attualizzando, perché di acqua sotto i ponti, da Socrate a noi, ne è passata; questa parte di mttmtt.it sarà mossa dall’overview effect degli astronauti. Ossia di come il viaggio – la scoperta del mondo, delle sue meraviglie e della sua umanità dispotica – sia forse l’unica cosa veramente figa si possa fare.
“Earthrise”, la prima foto della Terra vista dallo Spazio, 1968 scattata dagli astronauti della missione Apollo 8, i primi esseri umani a circumnavigare la Luna (e i primi a vedere la Terra che sorge dal nostro satellite).